Paola Gambaro Ivancich

la testimonianza di un amore concreto

Paola ha deciso di lasciare una piccola parte di sè in un progetto che proseguisse oltre la sua vita.

“Ricordarsi degli altri con un dono nel proprio testamento è un modo per esserci per sempre”

Paola e suo marito Mario Ivancich avevano conosciuto il GAV per caso, non avevano famigliari con disabilità ma hanno avuto modo di visitare le comunità di Fondazione GAV più volte e percepire l’aria di positività e famiglia che vi si respira.

Per questo motivo Paola ha iniziato a fare volontariato e ha sempre sostenuto la Fondazione con delle donazioni, il lascito testamentario è stata una conseguenza naturale.

Lei che si definiva “la dottoressa delle piante malate” e per mezzo secolo ha fatto ricerche sulle rotture, spesso irreparabili, che avvengono nell’ecosistema, ha deciso di fare un lascito a Fondazione GAV perchè altri, dopo di lei, continuassero a lavorare su altre rotture e altri equilibri spezzati per ricostruirne di nuovi.

Anche grazie al dono di Paola, i nostri “butei”, come li chiamava Don Marino, continueranno sempre a trovare, nei Centri di Fondazione GAV, accoglienza, ascolto e umanità per loro e i loro cari.

“Il centro è stato intitolato a loro perchè la dott.ssa Paola, alla sua morte, ci ha donato la casa e tutta le terra intorno perchè sia utilizzata per le persone più deboli”

Un ospite del Centro “Gambaro Ivancich”
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